Sarebbe bello pensare che un giorno, ovunque si trovi ora Renzo Rontini, egli possa finalmente avere la risposta che tanto cercava. Lui, come tutti i parenti delle vittime.
Era il settembre 2018 quando, incolonnati rientrando da un breve soggiorno in Toscana, curiosai nella rete alla ricerca di novità emergenti riguardo la vicenda legata al “Mostro di Firenze”. Trovai un articolo di pochi mesi prima che attirò la mia attenzione. Titolava: “Il mostro di Firenze è Zodiac”. Inchiesta giornalistica di Francesco Amicone. Un misto tra perplessità e curiosità mi spinse a leggere tutto il pezzo. Questa teoria mi catturò al punto da voler poi approfondire la questione: film, libri, documentari, le registrazioni originali del Processo Pacciani. Mi resi conto che effettivamente, queste “coincidenze” e questi “indizi”, frutto di lunghe ricerche e studi da parte del giornalista, non potevano lasciare indifferenti.
Nella prima serie fotografica ho stilato un elenco delle analogie tra i due casi e, con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, ho ricreato delle immagini simboliche: ognuna rappresenta ciò che accomuna le due serie omicidiarie. Ho poi aggiunto didascalie bilingue per rafforzare questo concetto, riportando fatti realmente accaduti o impressioni di chi analizzò e tuttora analizza le vicende in prima persona. Per enfatizzare il periodo storico e l’impatto che entrambi i casi ebbero sul pubblico, ho voluto dare alle immagini l’effetto di articoli d’epoca.
Nella seconda serie ho realizzato un reportage per documentare i luoghi dei delitti e non solo.
It was September 2018 when, driving back from a short stay in Tuscany, I browsed the internet looking for emerging news about the story linked to the “Monster of Florence.” I found an article from a few months earlier that caught my attention. It was titled: “The Monster of Florence is Zodiac.” Journalistic investigation by Francesco Amicone. A mixture of perplexity and curiosity prompted me to read the whole piece. This theory captivated me to the point that I wanted to delve deeper into the matter: films, books, documentaries, the original recordings of the Pacciani trial. I realized that, in fact, these “coincidences” and “clues,” the result of lengthy research and study by the journalist, could not leave one indifferent.
In the first series of photographs, I compiled a list of similarities between the two cases and, with the help of artificial intelligence, I recreated symbolic images: each one represents what the two series of murders have in common. I then added bilingual captions to reinforce this concept, reporting real events or impressions of those who analyzed and still analyze the events firsthand. To emphasize the historical period and the impact that both cases had on the public, I wanted to give the images the effect of period articles.
In the second photographic series, I created a documentary reportage on the crime scenes and beyond.
Negli anni ’80 comparirono sul territorio fiorentino dei manifesti con l’avviso: “Occhio ragazzi” per sensibilizzare le coppie a non appartarsi in luoghi isolati.
Tutti gli omicidi commessi dal “Mostro di Firenze” videro coinvolte giovani coppie che si trovavano in luoghi appartati di notte nella campagna fiorentina.
Ufficialmente la vicenda del “Mostro di Firenze” termina con la condanna dei “compagni di merende”. Tuttavia sono in molti a credere che non solo non sia stata mai completamente chiarita, ma che, al contrario, abbia lasciato molti punti oscuri.
Colline nei dintorni di Firenze.
Travalle di Calenzano, località Le Bartoline.
Travalle di Calenzano, località Le Bartoline. Il 22 Ottobre 1981 vengono uccisi Stefano Baldi, 26 anni e Susanna Cambi, 24 anni.
“Il contadino di Mercatale” era il soprannome di Pietro Pacciani. Condannato in primo grado a più ergastoli per i duplici omicidi dal ‘74 all’85 e poi assolto in appello. Morì, in presunte circostanze misteriose, prima di affrontare il processo di terzo grado.
Il torrente poco distante al luogo del delitto di Travalle di Calenzano. Corrado Augias in “telefono giallo” del 1987 afferma che i magistrati e la polizia si resero conto di alcune ricorrenze nel “modus operandi”, per esempio come vicino ai luoghi dell’omicido ci fosse sempre la presenza dell’acqua.
Giogoli, Scandicci, 10 settembre 1983 vengono uccisi Uwe Jens Rusch e Wilhelm Friedrich Horst Meyer
Uno dei sentieri del bosco degli Scopeti a San Casciano. Vanni disse che Pacciani incontrò, proprio in queste zone, “Ulisse l’Americano”.
San Casciano Val di Pesa, piazzola Scopeti.
San Casciano Val di Pesa, piazzola Scopeti. Il 6 settembre 1985 vengono uccisi Jean-Michel Kraveichvili, 24 anni e Nadine Mauriot, 36 anni.
Vicchio, località La Boschetta. Il piccolo cenotafio che papà Rontini volle realizzare sul luogo dove il mostro uccise la sua Pia e Claudio Stefanacci.
Vicchio, località La Boschetta. Il 29 luglio 1984 vengono uccisi Claudio Stefanacci, 21 anni e Pia Rontini, 18 anni.
Borgo San Lorenzo, località Fontanine di Rabatta. Il 15 settembre 1975 vengono uccisi Pasquale Gentilcore, 19 anni e Stefania Pettini, 18 anni.
Renzo Rontini, il papà di Pia, lottò per tutta la vita cercando la verità sulla morte della figlia: morì nel 1998 colpito da un infarto davanti alla questura di Firenze.