Femminicidio

Negli ultimi anni ho avuto la percezione di sentire pronunciare questa parola sempre più spesso, sui giornali, in televisione, attraverso la stampa. Seguendo regolarmente la cronaca italiana dove questo fenomeno è diventato un tema quotidiano anche a causa di alcuni casi eclatanti, mi sono chiesta se in Svizzera le cose fossero poi tanto diverse: nonostante si tenda a spettacolarizzare meno questo fenomeno, il problema è decisamente in crescita anche da noi: si registra quasi un femminicidio alla settimana. Sono sedici i casi contati finora: il doppio rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Da qui l’idea di realizzare delle fotografie che possano raccontare questa realtà, cercando di seguire una modalità suggerita dal sito svizzero stopfemizid.ch:

“I media hanno una grande responsabilità nel modo in cui riferiscono e ritraggono la violenza contro le donne e i femminicidi. Se lo fanno con attenzione, è già prevenzione. Le denunce di violenza contro le donne sono ancora troppo spesso incentrate sull’autore del reato. Viene dunque descritto il punto di vista di un colpevole, piuttosto che quello della vittima o dei parenti sopravvissuti: piene di termini che vengono minimizzati, giustificazioni ed espressioni simpatizzanti nei confronti del colpevole, che a loro volta potrebbero indurre un potenziale autore ad interpretare la stessa azione.”

“Per te che un errore ti è costato tanto

Che tremi nel guardare un uomo e vivi di rimpianto” Lucio Battisti / Mogol